L’investitore partecipa al 100% del capitale necessario all’operazione e mantiene piena evidenza dei flussi finanziari e della documentazione relativa all’acquisizione.
A supporto dell’investimento vengono messi a disposizione la contabile del versamento effettuato per l’acquisizione del credito e la documentazione contrattuale e, ove prevista dalla struttura dell’operazione, notarile relativa all’acquisizione.
Un investimento tracciato, documentato e costruito su un credito selezionato attraverso una preventiva attività di due diligence.
In alternativa alla commissione iniziale, l’investitore può scegliere una formula basata sulla condivisione del risultato economico dell’operazione.
Anche in questo caso avrà evidenza della movimentazione finanziaria relativa all’acquisto e della documentazione che disciplina l’operazione.
Qualora, in base alla strategia adottata e all’esito della procedura, ricorrano le condizioni per l’acquisizione dell’immobile, potrà essere valutata anche la sua intestazione all’investitore, secondo le modalità previste dalla procedura e dagli accordi contrattuali con ZeroDebito.
Il nostro interesse si allinea così a quello dell’investitore: creare valore dall’operazione.
L’investitore può scegliere di partecipare anche parzialmente, destinando capitale a una quota dell’operazione anziché finanziarla integralmente.
La partecipazione viene regolata contrattualmente, con evidenza dell’apporto effettuato, delle modalità di partecipazione al risultato economico e della documentazione relativa all’operazione.
Non è necessario sostenere da soli l’intero investimento per poter partecipare alle opportunità selezionate da ZeroDebito.
La struttura giuridica concreta — ad esempio partecipazione economica all’affare oppure effettiva contitolarità del credito — viene definita caso per caso nella documentazione contrattuale.
Ogni operazione ha tempistiche differenti.
Quando il credito è inserito in una procedura esecutiva immobiliare, i tempi dipendono dal Tribunale competente, dallo stato della procedura, dalle eventuali aste, dal progetto di distribuzione e, ove necessario, dall’emissione del decreto di trasferimento.
Per questo motivo, già in fase di analisi predisponiamo uno scenario temporale dell’investimento, così che l’investitore possa conoscere non soltanto il potenziale economico dell’operazione, ma anche l’orizzonte temporale stimato.
Esistono due scenari principali.
Se l’immobile viene aggiudicato a un terzo, l’obiettivo dell’investitore è monetizzare il credito attraverso la distribuzione delle somme spettanti secondo la procedura. In questo scenario non è prevista l’intestazione dell’immobile all’investitore.
Se invece la strategia prevede l’acquisizione del bene, potranno essere valutati, quando ne ricorrano i presupposti giuridici e processuali, gli strumenti previsti dalla procedura per arrivare all’acquisizione dell’immobile. Il trasferimento della proprietà avviene secondo le formalità e i tempi previsti dal Tribunale.
In altre parole:
l’obiettivo non è necessariamente diventare proprietari dell’immobile. L’obiettivo è scegliere lo scenario che può valorizzare maggiormente l’investimento.
Questa parte del vecchio testo va aggiornata, perché oggi non è corretto scrivere semplicemente che il privato non può acquistare NPL senza licenza ex art. 115 TULPS.
Con l’attuazione della Direttiva UE 2021/2167 tramite il D.Lgs. 116/2024, l’attività di acquisto dei crediti in sofferenza è stata liberalizzata, mentre è la gestione professionale dei crediti in sofferenza per conto degli acquirenti a essere sottoposta alla nuova disciplina e, nei casi previsti, riservata a banche, intermediari ex art. 106 TUB e gestori autorizzati dalla Banca d’Italia. La stessa Banca d’Italia definisce l’acquirente come una persona fisica o giuridica che acquista crediti in sofferenza nell’ambito della propria attività commerciale o professionale. (Banca d’Italia)
La struttura di ciascuna operazione viene pertanto definita nel rispetto della normativa vigente, individuando il soggetto che acquisterà formalmente il credito e gli eventuali soggetti autorizzati incaricati della sua gestione.
ZeroDebito accompagna l’investitore nella costruzione della struttura più adatta alla specifica operazione.
Il potenziale ROI viene stimato prima dell’investimento attraverso il business plan e diventa definitivo al momento della monetizzazione dell’operazione.
Il calcolo tiene conto non soltanto del prezzo di acquisto del credito, ma anche di:
valore del sottostante + recupero atteso + costi dell’operazione + tempi + eventuali spese procedurali + prezzo finale di realizzo.
Il risultato economico deriva dal recupero effettivamente spettante sul credito, rapportato al capitale complessivamente investito e ai costi dell’operazione.
Il risultato economico sarà determinato dal valore di realizzo dell’immobile, al netto del costo complessivo di acquisizione e valorizzazione dell’operazione.
Per questo ZeroDebito seleziona opportunità nelle quali il rapporto tra prezzo del credito, valore del sottostante e scenario di recupero possa presentare un potenziale economico interessante.
L’investitore può scegliere tra due formule commerciali, in base alla struttura della singola operazione.
Una fee definita preventivamente e rapportata all’operazione, secondo quanto stabilito nel mandato o nel contratto.
L’investitore conosce fin dall’inizio il costo del servizio e mantiene per sé il risultato economico dell’operazione secondo gli accordi sottoscritti.
In alternativa, può essere concordata una partecipazione di ZeroDebito al 50% dell’utile dell’operazione, con remunerazione collegata al risultato finale.
In questa formula ZeroDebito partecipa direttamente al successo economico dell’operazione: più valore viene generato, maggiore è il risultato condiviso.
Qualora l’immobile venga intestato direttamente all’investitore, potranno essere previste nel contratto specifiche garanzie o depositi a tutela della quota di utile spettante a ZeroDebito.
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